I PRGi di Roma: 1873 e 1931

Attività pratica e attività speculative: la prima che agisce sulla realtà privilegiando la concretezza, e allora siamo al pragmatismo; le seconde precipue delle sottigliezze verbali e del giro di  parole che non c' entrano il nocciolo della questione.

La differenza non è di poco e la Signora Raggi, da giurista educata al pensiero razionale e all' analisi di cause e concause, è condannata a comportarsi di conseguenza allorché si trovarà di fronte come macigni i due vasti ambiti della casa e della città, in genere, che giuridicamente ragionando dovrà declinare rispettivamente come "diritto alla proprietà della casa", Punto 15 del Programmo di Verona, e "diritto alla città" in tempi di crescente urbanizzazione per la quale irrinunciabili sono approcci innovativi e idee creative per domare con successo le grandi sfide sociali e spaziali (quì si parla di "spazio urbano"!).

Urbanizzazione e difesa dell' ambiente sono strettamente collegati e interdipendenti al punto che l' importanza delle politiche ambientali costituiranno ambiti d' interventi di rilievo dell' intera diplomazia dei governi e di questi dei Ministeri degli Esteri, nel contesto specifico di una <Urbanistica Planetaria> con al centro il processo globale d' inurbazione, baricentro di questioni sociali, ecologiche ed economiche che impongono la creazione di una piattaforma in grado di sviluppare idee e proporre soluzioni per gli aspetti più scottanti.

Tutto deve avvenire all' interno di quel grande bacino, da settant' anni trascurato in Italia, della Cultura urbana e da unalisi critica delle esperienze e dei contributi relativamente recenti (mi riferisco a quel periodo fecondo della critica sociale, ma traboccante di contraddizioni, che la Signora Raggi non ha conosciuto (e possibilmente mai approfondito) dei grandi filosofi, come il francese Henri Lefebre, e studiosi di psicoanalisi come il medico, docente universitario e scrittore tedesco Alexander Mitscherlich (e la moglie Margarete), impegnati a dare risposte a quella crisi urbana degli anni Sessanta e Settanta che, ora, necessariamente  deve porci di fronte alla domanda: esiste, oggi, una nuova crisi urbana ? Quali sono le sue caratteristiche generali e i suoi elementi distintivi, ma anche le differenze tra la fase attuale e le fasi precedenti del fenomeno di urbanizzazione o d' inurbazione, in ispecie nella Roma dei disonesti saccheggi urbani, degli sciacalli alla Caltagirone, Toti & associati, dei politicanti di tutte le colorazioni della malapolitica, in ultimo il "duo" Veltroni-Morassut ?

<"Democrazia corporativa" e partecipativa> seguirà "passo . . . posso i primi passi" della Giunta Raggi, propedeutici necessariamente di una azione a largo raggio e di penetrazione  verso l' Esecutivo di Governo, ponendo sin da ora in rilievo che nulla sarà possibile cambiare (in operatività e moralità) se la Politica non risolvera la cogente questione di dare al Paese efficienti strumenti regolativi che in sintesi riepiloghiamo: 1. Legge urbanistica "nazionale" e bragazione di tutte le ridicole leggine urbanistiche reg. li; 2. Ordinamento "nazionale" sull' uso dei suoli e dei lotti edificabili che tassativamente escluda qualsivoglia ricorso al disonesto <indice di cubatura>, cagione della più volgare speculazione fondiaria ed edilizia nei Paesi delle democrazie occidentali; 3. Regolamenti edilizi "regionali" (autentico motore di economia e di ricerca edilizia) e Statuti urbani; 4. Istituzione di un Assessorato comunale per lo Sviluppo, Pianificazione urbana, Viabilità e Traffico; 5. Separazione dell' UTC comunale da un istituendo Ufficio comunale per lo Sviluppo, Pianificazione urbana, Viabilità e Traffico; 6. Concorsi internazionali di progettazione con Commissioni miste costituite di archh. e ingg., storici d' Arte, d' Architettura e di Storia della Città italiani e stranieri; 7. Istituzione di una Commissione internazionale di 5 membri composta da storici, studiosi d' Arte e di Urbatettura con incarico consultivo per Sindaco e Giunta con l' incarico di prima valutazione di progetti di grandi opere di rilevanza storica e artistica.

I nostri interventi sarannno puntuali, oggettivati e mirati e, per conoscenza, inviati alle Redazioni di noti quotidiani di Svizzera, Austria e Germania.

Si, la Signora Raggi non avrà vita amministrativa facile.

La città come prospettiva... La città come speranza

Introdurre il discorso sulla città scrivendo di democrazia ? Perché no ? Se per città si deve intendere il luogo di socializzazione per eccellenza e della comunicazione tra individui, il luogo dove l’ urbanità e il divenire “cittadino” si percepiscono come processo…, allora dobbiamo parlare della e sulla città per dirci, per l’ appunto, che la democrazia non è soltanto l’ uguaglianza di tutti, bensì la diversità di molti che con la dovuta e necessaria tolleranza vogliono riconoscersi nella Costituzione dello Stato.