Certo che, ora - a malfatto consumato e digerito - parlare di "etica e legalità", invece di pelarsi i capelli davanti allo specchio (della coscienza), ce ne vuole di coraggio, in un paese, questa Italia, e in una città, questa Palermo, dove proprio Diritto urbanistico (Legge urbanistica "nazionale", Ordinamento "nazionale" sull' uso dei suoli e dei lotti edificabili, etc.) e Diritto edilizio (Regolamenti edlizi "regionali", Statuti urbani, etc.) sono stati mandati a ramengo, se mai entrati nelle loro accennate articolazioni nella Facoltà di Architettura locale, poi fecondata dal seme di una presunta "Scuola politecnica" che da Dedalo, attraverso Vitruvio, scavalcando secoli di storia dell' uomo, dell' Ars urbana, dell' Architettura ed altre vicissitudini, dritto-dritto conduce all' <Architetto mathematico> - p.e.: G.B. Aleotti, 1546-1636, <Architetto mathematico> degli Este e dei Papi, a Ferrara -, prima, et panormitanus, oggi - oscurando quel grado di scientificazione conseguito dalla chiara linea di demarcazione della professione tra Architetto civile e Architetto militare, uno sviluppo diventato quasi invalicabile con la formazione all' École Nationale des Ponts et Schaussées (1775), prima, ed all' École polytechnique (1794), poi, entrambe a Parigi, nel 18. Secolo.

Sveglia, oh cari colleghi di Palermo, Sicilia e Italia, per capire (finalmente !) che per costruire città nell' etica e nella legalità e, pertanto, vivibili, occorre in primis intendersi sul significato di <Pianificazione urbana e territoriale> e sul ruolo (e funzione) rispettivamente di Piano Regolatore Generale (PRG) e Piano Particolareggiato (PP). P&B: punto e basta, cioè senza tutte gli altri scimmiottamenti che inquinano il percorso di una sana gestione della città.

PRG, inteso come Panificazione <preliminare> (dell' intero territorio comunale a tutte le scala di articolazione: Città grandi, medie e piccole/Comuni) che con le sue <Indicazioni> definisce le "destinazioni d' uso" (zoning).

PP, inteso come Pianificazione <vincolante> di aree e/o comparti /definiti o dda definire) urbani che con le sue <prescirzioni> di: tipologie viarie e allineamenti stradali; tipologie urbanistiche: tipo/sistema "aperto", tipo/sistema "chiuso"; tipologie edilizie, p.e.: casa unifamiliare, doppia, ad atrio, plurifamiliare (condominio), a schiera (il tessuto urbano dominante nella città europea), etc.; numero dei piani fuori terra; indice di superficie quale parte costruibile del lotto; indice di superficie di piano per il numero consentito dei piani fuori terra; esclusione di ogni forma del disonesto (e tutto italiano) "indice di cubatura", fonte della ormai istituzionalizzata speculazione fondiaria ed edilizia; forma dei tetti (piana o a falde); quota del piano-terra; altezza e direzione, rispettivamente, di linea di gronda e di colmo; distanze tra gli edifici, etc., fa, secondo L.B. Alberti, del' Architetto il <garante di una società felice>, consentendogli la <costruzione logica e razionale> della città, in considerazione del fatto che un buon <Progetto di Architettura> (v.: V. Gregotti > La cultura del progetto) deve, necessariamente, essere anticipato da un "intellegente" (oggi) <Progetto di Piano>. Si: "pro-getto" . . . "pro" (per . . . finalizzato a . . ., etc.) e "getto" (per schizzo . . . “idea“ – filosoficamente intesa come essenza“primordiale e sostanziale“, ma anche “disegno“ della mente, etc.); in ted.: "ent-wurf", laddove per il filosofo Martin Heidegger, e nella lingua tedesca: "ent" è un prefisso di verbo e/o sostantivo ad indicare uno "strappo", uno "stacco" da qualcosa il "pro" di "pro-getto" e "wurf" (sostantivo: getto, lancio, etc.; dal verbo: "werfen" . . . gettare, lanciare, etc. o il risultato dello strappo . . . stacco, donde: "entwurf" . . . "progetto". Ergo: il progetto di piano non è il risultato di palleggi dell' indice di cubatura, bensì: idea, slancio, atto, . . . momento creativo !

E quì siamo a quella "professionalità" della "Professione Architetto" che, coniugata più con "legalità" (Ius, Lex,), meno con "etica", che - poi - sottintende: èthos, comportamento, carattere, costume . . . etc., certamene renderebbe felici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo. Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinari, sublimandone il sacrificio, e tanto . . . tanto bene a Palermo e Provincia.

Già, poiché da noi, in Germania, gli Ordini degl Archh. sono su scala regionale che fa di loro una autentica (economicamente "solida" e strutturalmente "funzionale") presenza nel corpo sociale e nella cultura, latu sensu.